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Audizione CONFAPI in materia di liberalizzazioni e semplificazioni

Roma, 28 maggio 2013 - Nell’audizione presso la X Commissione della Camera sulla Relazione del Governo in materia di “Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese”, Confapi ha  sottolineato  che i temi della liberalizzazione e della semplificazione  sono decisivi per il rilancio dell’economia e per il supporto allo sviluppo della competitività delle imprese italiane, soprattutto se si considera che ammontano ad oltre 26,54 miliardi di euro l’anno gli oneri amministrativi relativi a 88 procedure particolarmente importanti per le imprese. CONFAPI ha sottolineato che se le politiche di liberalizzazione venissero portate a termine, avrebbero un impatto strategico sullo sviluppo stimato dell’11% nel medio lungo periodo sul PIL, con un incremento del 5% nei primi tre anni.

Numerose le proposte presentate dalla Confederazione in tema di semplificazione relative a specifiche macro aree: fiscale, ambientale ed energetico, mercato del lavoro ed internazionalizzazione. Nello specifico, hanno riguardato i ritardi dei pagamenti da parte della PA, lo start up di impresa, il Fondo centrale di Garanzia, i rapporti tra imprese e fisco, i contratti di rete, il SISTRI, le terre e rocce da scavo, le certificazioni volontarie, la detassazione dei salario di produttività,la Cabina di regia per l’internazionalizzazione e le dogane.

Il problema della semplificazione amministrativa è tra i più sentiti dalle PMI, che soffrono maggiormente i gravosi adempimenti cui sono obbligate, che si traducono in oneri a livello di tempo, impiego di risorse umane e di costi aziendali. Ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese può rappresentare, quindi, un grosso aiuto a favore della crescita, utile anche a richiamare in Italia nuovi investimenti esteri.

Sul tema, è più volte intervenuta  la Confederazione, sottolineando che è di fondamentale importanza che i vincoli e gli oneri a carico delle imprese siano solo quelli essenziali e sufficienti allo stato di diritto, oltrepassando la logica del comando-controllo e andando verso quella della effettiva valutazione dei risultati e dell’efficacia delle procedure.